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Michela Buonagura: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’
Michela Buonagura: ‘’Conto i passi. Storie di disamore’’
(Ventinove Racconti per voce sola raccontano l’amore malato, l’amore sbagliato che ti umilia, ti violenta e molto più spesso di quanto ci creda ti uccide)
È la scrittrice Michela Buonagura a dar voce in questo libro, “Conto i passi, storie di disamore”Michela Buonagura.Conto i passi, storie di disamore’’, Metelliana Edizioni, alla sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce. A firmare la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che commenta: ‘’ Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo individuale, chiusi nel nostro particulare.’’ Nella quarta di copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore Luigi Romolo Carrino: “È alle coordinate più sicure della Terra, è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale, diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per arrivare all’osso della ferocia, disvelando il male che si nasconde dietro il bene esibito.”
“È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla esprimere, evitando la mera retorica.” – ha confessato l’autrice alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina Mauro, per continuare: “E’ il mio dovere civico, umano, sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini”.
Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti delle donne, per l’emancipazione femminile, realizzando e partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sul
territorio campano. È stata una delle prime a parlare di violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni Occasioni (2013) e la raccolta poetica Viaggiamo fuori rotta Viaggiamo fuori rotta (2017). Il libro che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne, tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per violenza fisica e psicologica.
Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie, mamme, ragazze, bambini, donne semplici, di cultura, nella segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione, alcool, maschilismo. Non c’è spazio per la tristezza o lo sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia, come se l’autrice avesse dovuto prendere distanza per non straziarsi. Frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice, i monologhi, tutti, indistintamente, entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non proferiscono. Storie sofferte, vite spezzate e il più delle volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie. Sono storie che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la voce dell’Io presente che non muore, si fa carezza, canzone, nella penna dell’autrice, come a cullare e lenire il male subito. Si sente in dovere da donna a donne martoriate ad offrire il suo “fiore”, con il libro. L’autrice ha dedicato ad Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale sensibilità da emozionarsi ed emozionare. ‘’Bisogna contrastare, ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione può venire solo dall’educazione, dalla cultura, da una presa di coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare’’. (Michela Buonaguara)
‘’Il filo nel vento’’ (Il quaderno edizioni) del musicista Francesco Cirillo, è un racconto autobiografico che intreccia parola e musica in un’unica, intensa esperienza narrativa. Attraverso immagini, luoghi e incontri, dall’infanzia ai viaggi, dalla paternità all’insegnamento, ogni capitolo diventa una stazione emotiva in cui tempo, silenzio e ascolto modellano lo sguardo sul mondo. Le composizioni musicali che accompagnano il testo ampliano la narrazione, creando un dialogo continuo tra scrittura e suono. Il libro è un invito ad attraversare e a spiegare la propria storia, senza offrire risposte definitive ma aprendo spazi di risonanza in cui riconoscere il rapporto tra radice e movimento, tra controllo e abbandono, tra terra e cielo. Toccante e sentita la dedica voluta da Francesco Cirillo al suo papà, dedica con cui si apre il libro: ‘’A mio padre, che ha visto in me una direzione quando io vedevo solo confusione. Che ha creduto nel mio passo anche quando era incerto, nel mio suono quando era ancora silenzio. Mi ha insegnato senza spiegare, restando fermo mentre io cercavo il cielo. Se oggi ho il coraggio di lasciare andare il filo, è perché so che lui lo ha sempre tenuto. Questo libro, come la mia musica, esiste perché lui ha creduto in me più di tutti. A firmare la prefazione è Javier Girotto, che ci introduce subito con grazia nella lettura del libro: ‘’Ho letto e ascoltato il lavoro di Francesco e la prima sensazione è stata quella di entrare in uno spazio narrativo in cui parola e suono si fondono fino a diventare esperienza viva. Non si tratta semplicemente di un progetto da leggere o da ascoltare, ma di un luogo da attraversare. La lettura scorre come un audiolibro interiore: chi ascolta si ritrova spettatore e, allo stesso tempo, parte della scena. In alcuni momenti ho avuto l’impressione di trovarmi a teatro, coinvolto in uno spettacolo che prende forma tra racconto e musica, dove ogni parola trova un’eco nel suono e ogni nota amplia il significato del testo. Ci si lascia trasportare senza resistenza, come accade solo quando un’opera riesce a toc- care corde profonde. Questo dialogo continuo tra musica e parola apre varchi verso dimensioni sospese tra Il risultato è un lavoro che invita a un ascolto totale, delle parole, dei suoni e di sé stessi, trasformando la fruizione in un’esperienza immersiva, personale e profondamente umana.’’ Il libro si conclude con una pagina di ringraziamenti dedicati dall’autore, a chi gli è stato vicino durante questo percorso artistico, umano, intenso ed emotivamente incredibile, un’esperienza, conclude l’autore, che vale la pena di vivere: ‘’Questo libro nasce da un percorso umano prima ancora che artistico, e non sarebbe esistito senza le persone che, in modi diversi, lo hanno attraversato. Ringrazio la mia famiglia, per la presenza costante, per la pazienza e per quel sostegno silenzioso che nei momenti in cui la musica e la scrittura chiedono tutto diventa fondamentale. Un grazie sincero va ai musicisti, amici e compagni di viaggio Aldo Capasso, Ciro Iovine, Massimo Russo e Pierluigi Sorrentino, che in questi anni hanno condiviso con me idee, suoni, dubbi e visioni, contribuendo a trasformare intuizioni in realtà. Ringrazio Javier Girotto, che ha letto, ascoltato, consigliato e criticato con onestà: ogni confronto ha dato una forma più chiara e consapevole a questo lavoro. Un pensiero va a James Senese, ai maestri e agli incontri che negli anni hanno lasciato tracce nel mio modo di pensare e creare, spesso senza saperlo. Un ringraziamento speciale ai miei due terzi, Annamaria e Angelo, per la stupenda copertina che accompagna questo viaggio. Infine, grazie a chi attraverserà queste pagine. Ogni lettore completa il percorso iniziato qui.’’ Francesco Cirillo è un sassofonista, compositore e arrangiatore italiano attivo da oltre trent’anni. Laureato e specializzato con lode in Sassofono Solistico e Jazz, ha studiato e collaborato con musicisti di rilievo internazionale, sviluppando una ricerca artistica che intreccia improvvisazione, composizione e narrazione sonora. Performer, docente e formatore sulla didattica digitale, ha pubblicato diversi album a proprio nome e svolge attività concertistica in ambito nazionale e internazionale.
Nell’incantevole e storico Salone dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola, martedì 24 marzo alle ore 18,30 sarà presentato il libro: ‘’Note sul medico nolano: Antonio Santorelli (1581-1653)’’ scritto da don Domenico De Risi, parroco del Duomo di Nola, punto di riferimento cristiano della diocesi nolana retta dal vescovo Francesco Marino e docente presso l'Istituto Superiore Interdiocesano "G. Duns Scoto" Nola-Acerra. Don Domenico De Risi, nato a Nola il 13 marzo 1963, entrò in Seminario il 7 ottobre del 1984 e Il 9 settembre del 1989 venne ordinato diacono da monsignore Giuseppe Costanzo. Il 24 novembre del 1990 ricevette l’ordine del presbiterato dalle mani del vescovo di Nola monsignore Umberto Tramma. Segretario di monsignor Tramma e vicario parrocchiale della Cattedrale, nel 1992 in occasione della visita pastorale di Sua Santità Giovanni Paolo II fondò il coro diocesano di Nola di cui è ancora direttore. Il primo novembre del 2000 venne nominato parroco della Cattedrale, nel 2001 canonico del capitolo della Cattedrale. Son ben ventisei anni che don Mimmo è parroco della Cattedrale, un vero record per la comunità nolana per non parlare del coro, unico direttore fin dalla sua nascita. La prefazione del libro, è stata scritta dal dottore Antonio Falcone, presidente AMCI sezione diocesana Nola. Ci saranno inoltre gli interventi del professore Tobia Toscano docente Università Federico II di Napoli e dello stesso autore don Domenico De Risi.
Ci sono vite che nascono per essere raccontate, come quella di Louis Armstrong. Figlio di una realtà dura ed impietosa, di origini
afroamericane in un mondo in cui la discriminazione razziale ergeva una barriera invalicabile, Armstrong ha saputo trasformare le difficoltà in musica, il dolore in speranza e l’umiliazione in riscatto.’’ Inizia così la prefazione firmata dalla nipote dell’autrice Virginia Carrella che continua: ‘’Nella storia della musica, pochi artisti hanno saputo trasformare il panorama musicale e sociale con la stessa intensità di Louis Armstrong.’’ Saranno presenti all’evento: Rosa Bianco docente e giornalista, Nadia Testa pianista e docente del Conservatorio ‘’Cimarosa’’ di Avellino e presidente dell’associazione musicale Igor Stravinsky, Floriana Guerriero docente e giornalista, Fiorella Boccucci musicista e cantante, Alessandra Bosone docente e presidente dell’associazione artistica ‘’SeminArte’’APS. Antonio Soviero avvocato e presidente associazione culturale IPAZIA. Nicola De Rogantis e Felice Peluso Presidente di AIDO Avellino e sez. Cimitile-Nola. Ettore Donadio saggista. Canteranno: Luigi Corrado, Pasquale De Falco e Margherita Carrella. L’evento è organizzato con il patrocinio di AIDO e con il supporto di Ambitolegale.