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VENERDÌ 3 NOVEMBRE ORE 17:30 GALLERIA D’ARTE HDE – VIA FIORELLI 12 NAPOLI
I QUARTIERI SPAGNOLI
Passeggiate napoletane
di Pietro Treccagnoli Fotografie di Sergio Siano
Venerdì 3 novembre2017, alle ore 17.30, nella Galleria d’arte Hde in via Fiorelli 12, a Napoli, sarà presentato il volume I Quartieri Spagnoli, edito da Rogiosi per la collana Passeggiate napoletane, con testi di Pietro Treccagnoli e fotografie di Sergio Siano.
I Quartieri sono un quartiere plurale, e sono Spagnoli ma napoletanissimi. Anzi sono la quintessenza di Napoli. Aperti e chiusi nello stesso tempo. Racchiudono e proteggono tutte le anime della metropoli. Se si decide di attraversarli bisogna accettare la possibilità e la scommessa di smarrirsi, di cambiare percorso a ogni angolo, attratti da un volto, da un rumore, da un profumo, da un richiamo, da una bottega o da una tenda smossa dallo scirocco. Il cuore dei Quartieri Spagnoli è Montecalvario che, già nel nome, contiene sofferenza e resurrezione, un impasto esaltante di storie che tengono insieme prostitute e sante, femminielli e contrabbandieri, nobili e lazzari, soldati e camorristi, anime perse e anime redente. Questa è la nuova “Passeggiata napoletana” che vi invitiamo a fare attraverso le foto di Sergio Siano e le parole di Pietro Treccagnoli, per smarrirvi nelle strade dove il sole, quando vi penetra, cancella il grigio e il giallo spento delle antiche mura e celebra un’epifania di luce, con i panni stesi a contendere l’azzurro al cielo.
La presentazione è organizzata dalla Galleria Hde in collaborazione con l’associazione Incontri Napoletani. Con gli autori saranno presenti Massimo Rosi, architetto ed urbanista che ha dedicato diverse ricerche e progetti ai Quartieri Spagnoli, e Alessandro Castagnaro, docente di Storia dell’architettura all’Università “Federico II” e presidente ANIAI Campania. In apertura sono previsti gli interventi di Francesca di Transo, art director della Galleria Hde, e Patrizia Giordano-Alario, presidente di Incontri Napoletani.
Nel corso dell'evento sarà possibile assistere a una videoproiezione curata da Sergio Siano.
Gli autori
Pietro Treccagnoli, giornalista de “Il Mattino”, impegnato negli anni presso numerose redazioni del quotidiano, attualmente si occupa di Cronaca di Napoli con la mansione di articolista. Ha scritto diversi libri: I paradisi del peccatore, Non lo chiamano veleno, Non sono mai partito, Elogio di San Gennaro e Rapporti confidenziali. Nel 2015 ha pubblicato con Rogiosi il volume Passeggiate napoletane – Il lungomare, con fotografie di Sergio Siano, Eliana De Marco e Stefania Fiscone.
Sergio Siano, fotoreporter per il quotidiano “Il Mattino”, ha lavorato con Treccagnoli per diversi reportages sulla città di Napoli, collaborando con lui al volume Passeggiate napoletane – Il lungomare, edito da Rogiosi nel 2015. Artista dell’obiettivo, ha partecipato a varie mostre collettive ed ha esposto in alcune personali, come Minori di città, Ultima dimora e Leggenda di un bacio, ricevendo i premi Lamont Young 1996 e Cosimo Fanzago 2010. Suo uno dei libri più amati della collezione “I Preziosi” Rogiosi, Il mare che bagna Napoli, e sue le foto del libro Trentaremi – Storie di Napoli magica, di Vittorio Del Tufo, uno degli ultimi successi editoriali della Rogiosi.
UN’INIZIATIVA DI ROGIOSI EDITORE E DEL GRAN CAFFÈ GAMBRINUS DEDICATA ALLA CULTURA
Una nuova iniziativa interamente dedicata alla cultura firmata Rogiosi Editore-Gran Caffè Gambrinus: a partire dal mese di ottobre 2017 un format completamente inedito, nato dall’amicizia e dalla collaborazione tra i due prestigiosi marchi napoletani, dà il via a un ciclo di appuntamenti, con la presentazione delle ultimissime novità della casa editrice Rogiosi nella suggestiva location dello storico caffè Gambrinus in piazza Trieste e Trento 2.
Di seguito il calendario degli eventi di ottobre:
Lunedì 9 ottobre 2017 - Pagine di un impegno civile– Antonio Buonajuto
Biblioteca “Alfredo De Marsico”, Palazzo di Castel Capuano – ore 16:30
Un magistrato, Antonio Buonajuto, che, giunto ai vertici della sua carriera, si racconta con un lungo viaggio all’interno dell’Ordine giudiziario dal quale emerge la visione di una Giustizia che per essere davvero al servizio dei cittadini deve innanzitutto riformare se stessa. Il mondo giudiziario, dal Consiglio Superiore della Magistratura alla Corte di Cassazione, dal Ministero della Giustizia all’Associazione dei Magistrati, è narrato dall’Autore attraverso le sue esperienze, sottolineandone le aporie e i bisogni. Con tenacia egli ha voluto e portato a compimento la costituzione della Fondazione Castel Capuano, della quale ricorda il laborioso percorso e l’appagante traguardo. Lungi dal voler essere un missionario della giustizia egli discorre infine di progetti che parlano di Napoli, di Museo delle regole e di Memoriale delle vittime della camorra da ospitare in un Castel Capuano più inclusivo e aperto alla città: un sogno che, se oggi fatica a realizzarsi, spera possa compiersi sotto la spinta di una società civile sempre più consapevole e avvertita.
Con i saluti di Roberto Fiore, Presidente della Biblioteca “A. De Marsico”, e di Giuseppe de Carolis di Prossedi, Presidente della Corte d’Appello di Napoli, conduce e modera Alessandro Barbano, Direttore de “Il Mattino”. Insieme all’autore interverranno Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Ettore Ferrara, Presidente del Tribunale di Napoli, Luigi Labruna, Professore emerito dell’Università di Napoli Federico II, Giovanni Melillo, Procuratore della Repubblica di Napoli, Luigi Riello, Procuratore Generale della Repubblica di Napoli, e Giovanni Verde, Professore emerito dell’Università LUISS Guido Carli, già v. Presidente del CSM.
L’autore Antonio Buonajuto, nato ad Ercolano, già presidente della Corte d’Appello di Napoli e, dal 2006 al 2009, della Corte di Perugia, già direttore responsabile de “La Magistratura” e autore di pubblicazioni sul diritto del lavoro e della concorrenza, è stato componente del CSM dal 1986 al 1990 e membro della Commissione per la revisione del codice di procedura civile. È stato giudice a Milano e a Napoli, sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione fino al 2001 e, prima di assumere gli incarichi direttivi di Perugia e Napoli, presidente della Sezione Lavoro della Corte d’Appello napoletana. Ha promosso la costituzione dell’Ufficio documentazione della Procura Generale della Cassazione, della Biblioteca giudiziaria Tartaglione, trasferendola nel Nuovo palazzo di Giustizia, ed infine della Fondazione Castel Capuano che presiede dal 16.10.2016.
Vittorio è un infelice laureato in economia, che non riesce a trovare uno sbocco occupazionale. Lucio ha scelto invece di non studiare e vive tranquillamente facendo il meccanico. E poi c’è Simone, che parte per Mykonos con l’intenzione di scrivere un articolo così sensazionale che costringerà il giornale per cui lavora da anni a proporgli finalmente un contratto. Qualcosa però va storto, e Vittorio e Lucio ricevono una strana richiesta d’aiuto da parte di Valentina, che sostiene che Simone sia stato rapito per le sue ricerche relative a un traffico di droga. I due decidono, così, di partire per la trasgressiva isola greca, alla ricerca del loro amico scomparso. Tra una natura paradisiaca e la totale mancanza di regole, i protagonisti stringeranno forti legami con altri coetanei disposti ad aiutarli nelle ricerche; ne nasceranno intrecci amorosi, gelosie e incomprensioni. Romanzo d’esordio di Fabrizio Salvi, in Mykonos la vera protagonista è una generazione che si vede senza futuro, senza meta, incattivita, pronta ad esplodere, ma con ancora la voglia di sognare.
Alla presentazione interverranno, con l’autore, Roberto Calise, giornalista di QDN - Qualcosa di Napoli, in qualità di relatore, e Marvin Messinetti, dottore di ricerca in Storia del diritto medievale, come moderatore.
L’autore
Fabrizio Salvi, napoletano, non ancora trentenne, laureatosi in Giurisprudenza alla Federico II, è abilitato alla professione di avvocato. Dopo aver conseguito il Master Luiss in “Gestione delle Risorse Umane” e una specializzazione all'Università di Firenze in “Intelligence e Sicurezza Nazionale”, guidato sempre dalla grande passione per la scrittura, ha collaborato con alcuni periodici universitari e on line. “Mykonos - L’ultimo viaggio della generazione perduta” è il suo primo romanzo.
Vite Mediterranee – a cura di Patrizia Varone e Federica Pistono - Giovedì 12 ottobre – ore 18:00
Il progetto nasce da un’idea di Patrizia Varone, condivisa poi con Federica Pistono, e ha coinvolto autori italiani, francesi e arabi. I racconti che compongono la raccolta hanno come protagonisti giovani tra i 18 e i 30 anni, che abbiano (o abbiano avuto) una qualche relazione con il Mar Mediterraneo. E si sa che le vite di chi nasce a ridosso di questo mare portano sempre con loro il suo profumo e la sua presenza. Dodici racconti, e naturalmente il timbro letterario e l’immaginario di chi scrive è vario. Ma proprio in questa varietà passa la sua singolarità perché il Mediterraneo è sinonimo di contaminazione e di convivenza tra culture differenti. La raccolta rispecchia questa articolazione: differenza e contaminazione messe insieme da un contesto comune, nel quale le diverse prove narrative sono divise per suggestione e timbro.
Con le curatrici, interverranno alla presentazione Marco Molino e Marco Perillo, autori di due dei racconti della raccolta, Francesco Bellofatto, Direttore di Dodici Magazine, in veste di moderatore, e, come relatrice, Laura Valente, giornalista del Corriere del Mezzogiorno. La lettura di alcuni brani sarà ad opera di “Persone Libro Associazione Donne di Carta”.
Le curatrici
Patrizia Varone, giornalista professionista, scrive di fotografia e cultura per la Repubblica Napoli, e pubblica testi per cataloghi d’arte e racconti per antologie, occupandosi anche di comunicazione per i settori dell’arte e della fotografia. Ha redatto articoli per ArtsLife e ha collaborato con il Corriere del Mezzogiorno e Radio Rai. In qualità di curatrice di esposizioni d’arte e di fotografia predilige progetti che valorizzino la cultura, l’ambiente, i diritti umani, e mantiene uno sguardo attento sull’Europa e il Mediterraneo. Laureata in Scienze Politiche, ha un Master in Giornalismo. È direttore artistico della rassegna annuale: “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare”. Federica Pistono, laureata in Giurisprudenza e in Lingua e Letteratura araba, lavora come traduttrice dall’arabo e dal francese, e ha tradotto numerosi romanzi e articoli per giornali cartacei e testate on line. I suoi interessi ruotano intorno alla letteratura araba contemporanea, in particolare alla narrativa siriana, e al romanzo arabo francofono. È attualmente impegnata in un Dottorato di ricerca in Lingua e Letteratura araba presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha all’attivo una lunga esperienza di scouting per la narrativa araba. Sue ultime traduzioni, in corso di pubblicazione, sono I guardiani dell’aria, di Rosa Yassin Hassan (Poiesis Editrice), e Zeina, di Nawal El Saadawi (Atmosphere Libri).
Periferie di Napoli – La bellezza dentro – Massimiliano Crocco - Mercoledì 18 ottobre – ore 18:00
Napoli è una città unica e multiforme, che parla infiniti linguaggi. Per molti la sua bellezza sono i monumenti del centro storico, che raccontano secoli di storia, o le vedute di Posillipo, dove il cielo e il mare si incontrano in un tripudio di azzurro. Ed è sicuramente così... Ma Napoli non è solo questo. Napoli è le sue periferie, che celano dietro il degrado che è sotto gli occhi di tutti una straordinaria bellezza, una bellezza che l’autore definisce “sovrumana”. Periferie di Napoli è un viaggio nella Napoli periferica, da est a ovest, da San Giovanni a Teduccio a Ponticelli, a Scampia, Gianturco e Bagnoli, dove il mare sembra un “altro” mare. I quartieri di periferia parlano anch’essi il linguaggio dell’arte, con l’esperienza del teatro NEST a San Giovanni, o con i murales, “urlo, sberleffo, o preghiera”. E sanno accogliere come pochi altri luoghi, nei bar dove davanti a un caffè i clienti si raccontano, narrano le storie delle loro vite difficili, e sanno ascoltare, creando un “senso di casa”, o nelle piazze dove anche la sera tardi gli abitanti si riuniscono a chiacchierare, a trascorrere insieme una porzione di tempo. Un viaggio nella bellezza, dei luoghi e dei volti, proprio dove nessuno è abituato a cercarla.
Parteciperanno insieme all’autore la giornalista Rosanna Borzillo in qualità di moderatrice, Luigi Imperato, docente di Filosofia e storia presso l’istituto Pontano, e Tristana Dini, ricercatrice di Filosofia morale all’Università Federico II.
L’autore
Massimiliano Crocco è nato a Napoli, dove vive da sempre, ed è visceralmente innamorato della sua città, della quale ama indagare gli angoli più nascosti, da cui trae ispirazione per la scrittura. Laureato in Filosofia con una tesi dal titolo Fenomenologia dell’empatia in Edith Stein, ha dedicato alla filosofa tedesca lo studio “Nella fenomenologia. Edith Stein e il mondo della vita”, pubblicato sul numero 70 della rivista “Segni e comprensione”, promossa dal Dipartimento di Filosofia e Scienze sociali dell’Università del Salento in collaborazione con il Centro Italiano di Ricerche Fenomenologi-che. Tra il 2011 e il 2013 ha pubblicato su ilmiolibro.it le raccolte di scritti Insegnami la vita con il tuo sguardo che trema, Oltre i rimpianti il respiro quieto del mare, Il dialetto del paradiso e Viscere. Nel 2015 ha vinto il premio di poesia Guido Giustiniano con il componimento Lasciami andare.
Una chitarra tra Napoli e il mondo – Conversazioni con Mauro Di Domenico – a cura di Donato Zoppo
Martedì 24 ottobre – ore 18:00
Ennio Morricone, Massimo Ranieri, Pino Daniele, Eugenio Bennato, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Giancarlo Giannini, Luis Sepulveda, Roberto De Simone, Giuseppe Tornatore, Phil Palmer, Elvio Porta e tantissimi altri: avvicinarsi alla lunga vicenda artistica di Mauro Di Domenico significa confrontarsi con un oceano di collaborazioni e amicizie in Italia e all’estero, con lavori nel mondo della discografia, del teatro e del cinema, da Vecchioni a Scaparro, da Arisa a Rigillo. Significa scoprire una storia musicale ricchissima, nata nella sua Napoli con il papà, il famoso tenore Lello Di Domenico, e cresciuta in giro per il mondo, sempre accanto alla fedele chitarra. All’indomani dell’acclamata operazione di rilettura delle musiche di Morricone e durante la lavorazione di un atteso album di rivisitazione strumentale dei classici di Pino Daniele, Mauro Di Domenico ha deciso di aprire lo scrigno delle memorie e di raccontarsi: lo fa in una conversazione con Donato Zoppo, in un cammino fatto di racconti, aneddoti, approfondimenti, riflessioni musicali, artistiche e umane. In allegato al volume un cd dell’artista con brani dal vivo, rarità e inediti.
Con il curatore Donato Zoppo e il protagonista e musicista Mauro Di Domenico interverrà il giornalista Michelangelo Iossa.
Gli autori
Mauro Di Domenico: Nato a Napoli nel 1955, è uno dei più grandi chitarristi del panorama italiano dagli anni ’70 ad oggi. Figlio del tenore Lello Di Domenico, allievo prediletto del grande Eduardo Caliendo, ha all’attivo numerosissime collaborazioni in studio e dal vivo, dai Musicanova agli Inti Illimani, da Massimo Ranieri a Mauro Pagani. Ha lavorato moltissimo con il teatro e il cinema (Elvio Porta, Maurizio Scaparro, Mariano Rigillo, Nicola Piovani etc.). Autore di molti album solisti, ha conosciuto un notevole successo negli ultimi anni con Di Domenico Plays Morricone, un’apprezzata rivisitazione delle musiche di Ennio Morricone.
Donato Zoppo: Nato a Salerno nel 1975, scrive per le storiche Audio Review, Jame Rockerilla; dal 2007 conduce il programma Rock City Nightssulle frequenze di Radio Città BN. È autore di testi su gruppi storici come King Crimson, Area, PFM e Genesis; il suo libro su Lucio Battisti è stato insignito nel 2011 con il premio “Note di carta”. Ha prodotto “Guitar Dancing In The Light”, doppio album di tributo internazionale a Carlos Santana, ha curato per Cramps l’album “L’Anthologia Progressive”. È l'ideatore della rassegna TranSonanze.
Il 31 luglio, in una delle sale del prestigioso Hotel a 5 stelle “Regina Isabella” di Lacco Ameno, davanti ad un pubblico, attento ed interessato, Maurizio de Giovanni ed Antonio Ereditato hanno presentato i loro ultimi libri, precisamente "Le rondini di inverno", il primo e "Le particelle elementari", il secondo. Possibile anche l’acquisto in sala, per la presenza della signorina Antonietta della Libreria Imaegenaria di Ischia Ponte. Euforico per l'opportunità che mi si offriva e cioè di fare qualche domanda ad un fisico delle particelle elementari mi sono mosso in anticipo arrivando alla presentazione un po' prima ed ho potuto salutare, così, cordialmente Maurizio de Giovanni, conosciuto a Salerno ed ottenere da Antonio Ereditato, una dedica scritta sul volume che avevo comprato una quindicina di giorni prima ed una soddisfacente risposta alla mia domanda se riteneva pure lui che la conoscenza scientifica potesse aiutare l'uomo a liberarsi definitivamente dal mito della religione e forse anche della filosofia. "Parole sante le sue" mi ha risposto congratulandosi vivamente con una vigorosa stretta di mano, (forse per un passato tennistico?) col sottoscritto. Contento, ho preso posto in prima fila aspettando l'evento, in verità, condotto con molta sobrietà e eleganza da Pietro Greco,storico di Galileo, che ha curato la prefazione al libro di Antonio Ereditato. Con lieve e comprensibile ritardo, in una sala non traboccante di persone, come era lecito aspettarsi per la presenza di Maurizio de Giovanni, vera star della letteratura gialla, che se non gli stadi, ma le sale le riempie con gli appassionati del suo Ricciardi, il Commissario dotato di una sua capacità di rivivere mentalmente gli ultimi istanti del morto, se ucciso in modo violento. Inizia con l’accennare alla febbre della "seduzione ionica" che colpirebbe, dopo i filosofi, anche i fisici particellari, presi dall'idea di individuare una teoria del tutto che potesse racchiudere, in un’unica formula “L'Unità armonica del Cosmo”, che Einstein francobollò come un "pregiudizio metafisico". La parola passa, poi, a Maurizio de Giovanni che, da fine psicologo, evidenzia le motivazioni, consce ed inconsce, che secondo lui, avrebbero spinto Antonio Ereditato a scrivere quel libro, individuando nella curiosità dello stesso, la forza trainante che l’ha spinto, prima ad intraprendere la professione di fisico particellare( non avrebbe potuto che prediligere quella professione) e poi a scrivere quel libro che non esita a definire un romanzo, per la curiosità di ricercatore e l'amore per la materia che lo ha animato e ancora lo anima. Il fisico, visibilmente sorpreso dal taglio psicologico scelto da Maurizio de Giovanni al suo intervento, probabilmente non concordato prima, ingrazia vivamente l'amico fraterno che riesce sempre a sorprenderlo ad onta delle ridotte frequentazioni tra i due. Spiega gli obiettivi del libro e degli sforzi che ha richiesto da parte sua perché riuscisse ad intrigare i lettori chiedendo, agli stessi un minimo di sforzo per seguirlo nella sua nobile iniziativa di stimolare un pizzico di curiosità, ad avvicinarsi alla materia, offrendo ad essi, tutta una serie di conoscenze e mezzi utili per una comprensione della Natura nella sua autentica e sfuggente realtà. Tra aneddoti e ricordi tratti dalla sua esperienza di ricercatore emigrato, ma fortunato, grazie anche al lavoro oscuro, quanto prezioso della "valletta d'eccezione" Pietro Greco, il nostro ha dato a tutti risposte esaustive e sincere alle domande del pubblico che ha molto apprezzato l'andamento dell'evento e ha lasciato soddisfatto la sala contento di aver potuto intervistare un fisico di levatura mondiale, vanto dell'Italia e apprezzato e riconosciuto protagonista della fisica che conta e conterà sempre di più anche se non sempre se ne riescono ad intuire le possibili ricadute tecnologiche.
Un magistrale e coraggioso discorso di don Alfonso Iaccarino, di elevato valore etico, prima che professionale, sulla difesa della cucina mediterranea e sulla cultura dei territori della Penisola Sorrentina, da salvaguardare ad ogni costo, ha concluso, ad Agerola, a Palazzo Acampora, nella suggestiva cornice della Corte degli Dei, il tour estivo di presentazioni del nuovo romanzo di Raffaele Lauro “Don Alfonso 1890 - Salvatore Di Giacomo e Sant’Agata sui Due Golfi”. “La cucina mediterranea, come mi ha insegnato Gualtiero Marchesi - ha puntualizzato lo chef pluristellato - risulta, oggi più di ieri, minacciata dalla omologazione dei prodotti alimentari delle grandi multinazionali, alla lunga nocivi anche alla salute, e dalla saccenteria di alcuni giovani cuochi, i quali, suggestionati da qualche loro apparizione televisiva di troppo, si sentono già stelle della cucina mondiale, a soli vent’anni. La cucina mediterranea impone umiltà, studio, esperienza, amore, cultura del territorio e dialogo con i prodotti genuini della terra”. La manifestazione agerolese, organizzata dall’Amministrazione Comunale, guidata da Luca Mascolo, è stata moderata brillantemente dallo scrittore-giornalista Flavio Pagano, il quale, con commenti puntuali, ha vivacizzato il dibattito, sottolineando, in particolare, come la figura di un politico-intellettuale, colto come Lauro, uomo di pensiero e di azione, sia divenuta sempre più rara e costituisca un’assoluta eccezione nell’attuale panorama politico nazionale. Regina Milo, assessore alla Cultura, dal canto suo, ha tracciato un appassionato excursus storico sulle personalità della politica e dell’arte, non soltanto il poeta Salvatore Di Giacomo, il drammaturgo Roberto Bracco e il compositore Francesco Cilea, le quali, in più di un secolo, dalla seconda metà dell’Ottocento, hanno amato e soggiornato ad Agerola, come fosse un paradiso terrestre ritrovato, e hanno espresso, verso una terra benedetta, sentimenti di autentica gratitudine. Centrale è stato l’intervento-quadro di Graziano Maresca, il quale, nell’illustrare i contenuti più significativi del romanzo (la questione meridionale post-unitaria, l’emigrazione giovanile verso le Americhe e la figura emblematica di don Alfonso Costanzo Iaccarino, caratterizzata da tenacia, fantasia e forza morale, qualità ereditate dal nipote Alfonso), si è soffermato sul clima culturale dell’epoca, sul Futurismo, sul superamento del concetto tradizionale di tempo e sulla rivoluzione di Albert Einstein. Il sindaco Mascolo, infine, ha rivendicato i successi della sua politica amministrativa per la promozione dei valori del territorio e le affinità tra la dimensione policentrica di Agerola e quella di Massa Lubrense (Il Sentiero degli Dei parte da Agerola e trionfa su Monte San Costanzo!), ricordando una storica missione a Londra, nel 2004, insieme con don Alfonso Iaccarino e con l’assessore regionale di allora, Teresa Armato, per la presentazione di un ambizioso progetto sulla sentieristica campana, rimasto poi del tutto irrealizzato. Nei ringraziamenti, Lauro ha voluto esaltare, ancora una vota, in pubblico, lo spirito del suo nuovo romanzo e della sua opera narrativa, dedicata al più ricco bacino di bellezze naturali del mondo: “I miei libri vogliono essere un monito per tutti, politici, amministratori locali, imprenditori e cittadini, a sottrarre questo antico e nobile patrimonio di civiltà ad ulteriori interessi speculativi, perché rischierebbe di esserne distrutto”.