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Lo scrittore Bruno Di Ciaccio, mercoledì 21 marzo 2018 con inizio alle ore 18:00, interverrà a Palermo nei saloni di Villa Boscogrande per presentare il suo libro La Cucina ai tempi dei Borboni, edizioni Cuzzolin. Nella sua pubblicazione lo scrittore Bruno Di Ciaccio, attraverso le ricette e la cucina del periodo borbonico, rievoca la storia del regno ai tempi della dinastia borbonica. Con l’autore saranno presenti lo chef partenopeo e palermitano di adozione Gigi Mangia, lo chef delle tradizioni Beppe Fontana e Giacomo Armetta, l’ “oste” della cucina tradizionale. Al termine della presentazione ai partecipanti sarà offerta una degustazione di prodotti tipici della cucina borbonica a cura dello chef Natale Di Maria, patron di Villa Boscogrande. Ospite d'eccezione, il professore Aldo Palmeri, critico e docente. L’evento è gratuito ed aperto al pubblico su prenotazione E’richiesto il Dress Code Cocktail. Le richieste di partecipazione da parte del pubblico all' indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mercoledì 21 febbraio alle ore 20 alla Pizzeria Trianon di Napoli un nuovo appuntamento con il fortunato format Pizziamoci un libro, nato dalla felice partnership tra la storica pizzeria e Rogiosi Editore, durante il quale i partecipanti possono gustare pizza e bibita e assistere alla presentazione dei libri della più accurata selezione della casa editrice.
La presentazione vedrà protagonista la divertentissima Trilogia del Porco di Renato Salvetti. Nel tempio della pizza si parlerà quindi di ricette a base di maiale presentate dalla giornalista Eloisa Crocco: la trilogia infatti comprende i libri A Tavola con il Porco, Aggiungi un Porco a Tavola e Porco e i suoi Fratelli.. Al termine, al prezzo simbolico di 10 euro il pubblico potrà gustare pizza, bibita e portare a casa un libro. Chi poi fosse interessato anche agli altri due volumi della trilogia potrà acquistarli sempre al prezzo di 5 euro l’uno.
IL TRIANON
La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal famoso teatro in cui si esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che non a caso è considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno, e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte, con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12 ore. Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.
Note sui libri e sull’autore
La trilogia comprende i libri A Tavola con il Porco, Aggiungi un Porco a Tavola e Porco e i suoi Fratelli. Le ricette, comprendono primi e secondi piatti a base di carne di maiale per adulti e bambini. Ma ci sono anche sezioni per i palati hard con titoli come L’avvelenata, L’indigeribile, L’impepata di maiale, Zuppa con la botta al fegato, Passatone d’aglio. L’autore, Renato Salvetti, nasce come autore. Vincitore di un concorso letterario della Rogiosi, ha curato per la casa editrice il libro Siamo tutti colpevoli e ha pubblicato i suoi primi racconti nelle raccolte Dieci monete d’oro e Sette delitti a suon di tango (in quest’ultima ha inserito anche alcune sue canzoni in un CD allegato). Oltre alla Trilogia del Porco, è autore anche di un romanzo giallo, Doppio giallo sotto un cielo azzurro, con il quale ha vinto numerosi premi letterari.
Raffaele Tafuri (1858-1929). Il grande pittore salernitano dell'Ottocento di Stefano Orga
Sabato 3 febbraio 2018, alle ore 18.00, presso il Circolo della Stampa di Avellino, sito al Corso Vittorio Emanuele, civico 6, si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Stefano Orga, un'elegante monografia dedicata all'artista “Raffaele Tafuri (1858-1929). Il grande pittore salernitano dell'Ottocento”.
Grazie alle numerose immagini il testo ripercorre l'itinerario creativo del pittore salernitano, che in modo del tutto personale ha saputo interpretare lo spirito dell' Ottocento italiano, esponendo per ben sei volte alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.
Si confronteranno con il testo il sociologo Dott. Eleuterio Tomaselli (Università degli Studi di Salerno), Dott. Giuseppe D'Amore (neurologo e cultore d'arte) e il Dott. Pasquale Luca Nacca (presidente del Gruppo FB degli artisti irpini).
Coordinerà il dibattito Giornalista de “Il Ponte” Dott. Franco Iannaccone.
Saluteranno: Prof. Angelo Cutolo (cultore di storia locale), Maestro Francesco Roselli (pittore) e Sac. Don Gerardo Capaldo (Curia di Avellino).
Il libro edito dalle Edizioni Omicron di Roma è la prima monografia dedicata al pittore Raffaele Tafuri. Il testo semplice e di facile lettura propone uno studio storico artistico della figura e dell'opera del pittore salernitano Raffaele Tafuri, fornendo un profilo critico attendibile con una disamina dell'attività e dell'evoluzione artistica del pittore salernitano dell'Ottocento.
Si tratta di un libro indispensabile per i cultori d'arte campana e nazionale, e soprattutto per i collezionisti. Propone numerose illustrazioni di opere autografe dell'artista con un'interessante catalogo dei lavori. A corredo il testo è fornito di una ricca bibliografia.
L'iniziativa culturale è organizzata dagli “Amici del MdAO” con la collaborazione dell' “Associazione Culturale ACO”, e dell' “Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo”.
Stefano Orga (Avellino 1974) dopo gli studi di Filosofia presso la Pontificia Facoltà dell'Italia Meridionale sezione “San Luigi”, conseguendo i relativi gradi accademici, diviene giornalista pubblicista. Segue corsi di perfezionamento in Storia e Critica d'Arte. Viaggia in tutta Europa, visitando musei e collezioni d'arte. Collabora con riviste a carattere critico-artistico e filosofico.
Pubblica opere di filosofia, teologia, bioetica e religiosità popolare, coltivando la sua passione per la Filosofia della natura, per l'Estetica e per la Critica d'Arte.
Attualmente insegna presso l'Istituto Comprensivo “Regina Margherita - Leonardo da Vinci” di Avellino. È organizzatore di mostre ed eventi d'arte, è curatore dell'Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo, dell'Archivio Cesare Uva e del Comitato per la tutela dell'opera di Giovanni Battista. Dal 2017 è docente di Storia dell'Arte presso l'Università del tempo libero e della terza età di Avellino.
Per la rassegna “Incontro con l’autore”, da non perdere è quello di Giovedì 25 Gennaio. Alle 17:00, nell’aula magna del Liceo “Giorgio de Chirico” dialogherà col pubblico, in primis con gli studenti dell’istituto, uno dei più noti e prestigiosi scrittori italiani, il napoletano Maurizio De Giovanni.
Argomenti del dibattito, vista l’autorevolezza dell’ospite, saranno la funzione della letteratura – silenziosa sinfonia capace di fare del racconto una possibilità, un’espiazione, un’inutile necessità – e il ruolo dello scrittore, tra l’antico aedo, il perenne sciamano e il contingente ingranaggio di un meccanismo produttivo che ha nella vendita il suo sentimento più vigile.
Da qui il titolo dell’evento, “Le parole del sangue nero”, a richiamare quelle che il commissario Ricciardi – il personaggio più noto creato da De Giovanni e protagonista anche di un fumetto noir - con la dolente necessità di una missione che ne fa un testimone dell’aldilà, coglie nei pensieri dei moribondi. Le ultime parole, gli estremi pensieri di esistenze interrotte in maniera violenta, emblematiche nella loro anonimia, sintesi o riconoscimento, ultima aspirazione o sogno raggelato, per tutti eterno dolore di fronte all’ignoto, alla morte: gorgo nero di sangue nero. Versato e avverso. Proprio come la letteratura. Magia o sortilegio, salvifico salmo o melodioso respiro; unico riscatto all’apparentemente effimera essenza dell’umana condizione. Da sempre e per sempre. Il “per sempre” degli uomini, ovviamente. Anche se la letteratura – come svela uno dei suoi sacerdoti – resta “un’arte che sa profetizzare il tempo in cui non avrà più parole, che sa accanirsi contro la sua stessa essenza, amare la propria distruzione e corteggiare la sua morte.”
Solo un pretesto, per quanto funzionale, il richiamo ai testi pubblicati nel 2017 – “Il senso del dolore”, “I guardiani”, “Rondini d’inverno”, “Souvenir” – di un autore prolifico (del resto deve recuperare un paio di decenni di “ritardo editoriale”) più amato dal pubblico che dalla critica, più popolare che “laureato”, anche per questo motivo, in buona compagnia con scrittori come Balzac o Simenon.
Anche di questo si parlerà al “de Chirico”. Non a caso il liceo dell’Arte e della Comunicazione.