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Il «caso Balzac». Storie di diritto e letteratura

«Balzac è un grande scrittore perché ha capito persino le passioni che tutti ignorano o studiano solo per condannarle» (Marcel Proust)

Edizioni Il Mulino pubblica Il «caso Balzac». Storie di diritto e letteratura di Giuseppe Guizzi

9788815290915 0 0 626 75 250Il volume - A centosettant’anni dalla morte di Balzac la Comédie humaine continua ad esercitare un’irresistibile attrazione: per gli scrittori, che nella loro perenne ricerca di un’identità non possono fare a meno di rispecchiarvisi; per gli storici e per gli economisti, che riconoscono – come già Marx ed Engels – il carattere lucidamente visionario di molte delle pagine balzachiane, che nel rappresentare l’avvento del capitalismo finanziario ne hanno colto anche tutte le possibili derive e degenerazioni. La critica letteraria più recente ha, d’altronde, ripetutamente messo in luce la duplice vocazione di Balzac, il suo essere contemporaneamente un «peintre» e un «penseur», capace di descrivere la realtà in tutti i suoi aspetti e di riflettere su di essi cogliendone l’essenza. Strumento privilegiato di conoscenza, l’opera di Balzac esercita, tuttavia, un fascino irresistibile anche per il giurista. Mettendo in scena la società francese all’indomani delle codificazioni napoleoniche, e dunque sulla soglia della modernità anche nel campo del diritto, i suoi romanzi offrono l’occasione per mettere a fuoco alcuni problemi fondamentali dell’esperienza giuridica. Contratto e successioni; credito e mercato finanziario; iniziativa economica, concorrenza, insolvenza; crisi della giustizia: non c’è problema che la penna di Balzac non riesca a cogliere nella sua dimensione universale. Problemi sempre uguali e sempre irrisolti, perché se la realtà che ci circonda cambia quel che non muta è, invece, l’uomo, che del diritto è il necessario e unico termine di riferimento. Se dunque – come insegna Gadamer - nell’incontro con l’opera d’arte si attua sempre un’esperienza che ci modifica, perché cambia il nostro modo di vedere il mondo, ripercorrere le pagine di Balzac e la sua riflessione intorno al diritto consente di compiere, oltre a una fantastica esperienza estetica, anche e soprattutto un’esperienza di verità.

 

Ho scritto questo libro – racconta l’Autore - per due ragioni. La prima è che da tempo, come professore di diritto, ho maturato la convinzione che anche la letteratura possa essere di aiuto allo studioso dei problemi giuridici, in quanto ogni opera letteraria – e soprattutto il romanzo - è strumento di conoscenza degli uomini, delle loro passioni, dei loro interessi, dei rapporti con altri uomini: ossia, in una parola, strumento di conoscenza proprio di tutto quel che il diritto deve necessariamente disciplinare. La seconda ragione è, invece, che da appassionato lettore di Balzac mi sono reso conto di come le questioni di diritto siano centrali nella Comédie, sicché mi è sembrato potesse essere utile offrire – ai lettori meno avvertiti e consapevoli delle problematiche giuridiche – una nuova e ulteriore chiave di lettura per apprezzare in profondità la bellezza e la verità dei suoi romanzi.

L’autore - Giuseppe Guizzi è professore ordinario di diritto commerciale nell’Università di Napoli Federico II. Condirettore della Rivista di diritto commerciale e del diritto generale e delle obbligazioni e dell’Osservatorio del diritto civile e commerciale, ha pubblicato: Gestione rappresentativa e attività di impresa (Cedam, 1997); Il titolo azionario come strumento di legittimazione (Giuffré 2000); Il mercato concorrenziale: problemi e conflitti (Giuffré, 2010); Gestione dell’impresa e interferenze di interessi (Giuffré, 2014).

 

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Esce domani 29 settembre il nuovo libro di Padre Enzo Fortunato. LA TUNICA E LA TONACA

LA TUNICA E LA TONACA
 DUE VITE STRAORDINARIE, DUE MESSAGGI INDELEBILI

(Mondadori, pagine 144, euro 17)

Foto Padre Enzo FortunatoNel corso di una normale riunione di redazione della rivista «San Francesco», il direttore, padre Enzo Fortunato, trova in archivio, a sorpresa, un vecchio articolo scritto in occasione del restauro della tonaca del Santo di Assisi. Nell'articolo è spiegato che i rammendi del saio di san Francesco risultavano fatti da Chiara d’Assisi utilizzando delle toppe ricavate dal proprio mantello. Per tutti è un'immagine potente, quasi uno scoop: colpisce perché parla di un'unione di fede e di spirito che va oltre l'immaginabile, ma sottolinea anche l'importanza del ricucire gli strappi, dell’imparare a re­cuperare, non solo le cose, ma anche i rapporti. L’abito rattoppato di Francesco getta sì luce sul ruolo di Chiara nel prendersi cura dell'altro, del «fratello», ma ci dice anche quanto sia necessario, oggi in particolare, riparare. Nella figura e nelle proporzioni, la tonaca francescana, scelta dal Santo perché quotidiana veste da lavoro dei contadini del suo tempo, ricorda, con le due larghe maniche cucite perpendicolarmente alla linea delle spalle, il disegno della croce. Tanto da spingere il pensiero a un’altra «tonaca», anzi a una «tunica»: quella che i soldati, dopo aver crocifisso Gesù, si giocano ai dadi sul Golgota e di cui restano due reliquie illustri, l’una a Treviri e l'altra ad Argenteuil. Quella tunica, tessuta tutta d'un pezzo, è considerata un simbolo dell'unità dei cristiani. La comparazione proposta in questo libro altro non è che il confronto tra il Maestro e il suo discepolo, ovvero tra Gesù di Nazaret e Francesco d’Assisi: un parallelismo fatto attraverso i loro indumenti e le loro spoliazioni, che sottolinea, oltre all’immensa grandezza di questi due personaggi, l'affinità elettiva esistente tra loro. Possono due abiti essere emblema di una storia e incarnare la Parola di coloro che li indossano? È certamente così: la tunica di Gesù e la tonaca di san Francesco sono simboli di fragilità, ma al tempo stesso di dignità, di unità e di condivisione; emblemi dell’universale messaggio cristiano, che significa amore, e dello spirito francescano, precursore della cura per il pianeta. Per questo La tunica e la tonaca è un incredibile viaggio tra Gesù e Francesco, due figure straordinarie che – l’uno deriso e spogliato a forza, l'altro spogliandosi spontaneamente – hanno cambiato il mondo.

Enzo Fortunato è frate minore conventuale di Assisi, giornalista, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile «San Francesco». Ha collaborato con «L’Osservatore Romano» e scrive per «Avvenire», «Corriere della Sera», «Huffington Post» e «Gruppo QN». È volto di Rai1 con la rubrica «Tg1 Dialogo» e voce di Rai Radio1 con «In viaggio con Francesco». Tiene seminari e conferenze in Italia e all'estero. Delicate e significative le sue missioni per progetti umanitari internazionali nella ricerca della pace e del bene comune. Da Mondadori ha pubblicato Vado da Francesco (2014) e Francesco il ribelle (2018).    

Prossimi appuntamenti:

Domani 29 settembre alle 21 l'autore leggerà e commenterà, in diretta sulla sua pagina facebook "Padre Enzo Fortunato", alcuni passi del suo ultimo volume.

Giovedì 1 ottobre alle 18, presso il Protettorato San Giuseppe (via Nomentana 341 - Roma) presentazione del libro con il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin e il direttore dell'ANSA, Luigi Contu

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In tutte le librerie “Inferno 1860 – Un noir napoletano” di Marco Lapegna, Rogiosi Editore

copertina inferno 1860 lapegna 250È in tutte le librerie e sui canali online “Inferno 1860 – Un noir napoletano” di Marco Lapegna (400 pagine, € 18,00). Con questo poliziesco, che rientra nella collana Rosso&Nero delle edizioni Rogiosi, ci troviamo nella rovente estate napoletana del 1860. Mentre Garibaldi con il suo esercito di volontari risale la penisola e l’amministrazione del Regno delle Due Sicilie si avvia al disfacimento, l’ispettore di primo rango della polizia borbonica Gaetano Casagrande è incaricato di indagare su un delicato caso di duplice omicidio: i corpi senza vita di un’anziana venditrice ambulante e la moglie di un giudice appartenente all’alta aristocrazia napoletana vengono ritrovati nello stesso appartamento.

Il caldo torrido, le tensioni sociali e il disagio che prova sul luogo di lavoro, rendono un inferno le giornate dell’ispettore Casagrande, uomo fedele alle istituzioni e, nel contempo, profondamente deluso da superiori e colleghi corrotti che si contendono i guadagni di loschi traffici della camorra.

Nelle prime settimane le indagini del misterioso caso si dipanano tra sontuose dimore e luridi fondaci, dove l’uomo scava nelle esistenze di coloro che in un modo o nell’altro hanno motivi di risentimento verso una delle vittime. Ma con l’atto sovrano del re, che concede la Costituzione a fine giugno, tutto sembra precipitare nella guerra civile, e la polizia viene estromessa da ogni incarico dal nuovo ministro Liborio Romano. Il ligio ispettore non si dà per vinto e prosegue in solitudine nelle ricerche, mentre il mondo che gli orbita intorno si sgretola giorno dopo giorno.

Intrecciando l’indagine poliziesca con gli eventi storici realmente accaduti, l’intento dell’autore è costruire un romanzo noir raccontando al tempo stesso la vita quotidiana di Napoli nei mesi decisivi che portarono all’unificazione dell’Italia.

Lapegna, in quest’opera, affresca il quadro di una città tumultuosa e piena di vita, popolata da guardie pigre e svogliate, immigrati pugliesi in cerca di una vita migliore, spie del regno di Sardegna, ladruncoli, preti impegnati in omelie reazionarie e avvocati liberali. Una terra in bilico tra un passato pieno di contraddizioni e un futuro colmo di incognite, eternamente sospesa tra l’attesa remissiva di un aiuto esterno e il desiderio di partecipare in prima persona al cambiamento epocale. Cambiamento che promette benefici per tutti, ma forse non all’altezza del prezzo che ciascuno dovrà pagare.

L’epilogo, che si svolge ad un anno dalla vicenda, chiude le storie dei protagonisti del romanzo sullo sfondo delle prime incoerenze dello stato unitario.

L’AUTORE

Marco Lapegna nasce a Napoli nel 1963, dove vive tuttora con la moglie e i due figli. Nel 1986 consegue la Laurea in Matematica, e dal 2001 è professore universitario di Informatica presso l'Università di Napoli Federico II, dove ha ricoperto anche incarichi istituzionali di coordinamento. Nel 2014 scrive il romanzo breve “Il posto dell’anima”, disponibile sulla piattaforma di autopubblicazione www.ilmiolibro.it. “Inferno 1860 - Un noir napoletano” è il suo primo romanzo di ambientazione storica.

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Quarantena d’autore, a Ischia libri gratis con Graus e Pro Loco Pithecusae

Locandina Libera mente 250L’iniziativa “Libera-mente” con il patrocinio dei Comuni: più di 500 volumi in distribuzione nelle attività commerciali che aderiscono all’iniziativa

La lettura aiuta ad affrontare il lockdown. Viaggiando con la mente, sognando storie e mondi possibili. Evadendo dalla monotonia di una quotidianità obbligata in casa. Più di 500 volumi saranno in distribuzione, a partire dalla prossima settimana, nelle attività commerciali dell’isola d’Ischia aderenti all’iniziativa social-editoriale “Libera-mente. Quantane d’autore”, ideata dalla Pro Loco Pithecusae con il supporto di Graus Edizioni e il patrocinio dei Comuni dell’isola d’Ischia.
L’iniziativa, che segue la scia di esperienze analoghe varate sulle spiagge di Ischia durante le ultime stagioni estive con letture gratis sotto l’ombrellone, vuole offrire - in modo del tutto gratuito - uno stimolo alla lettura in giorni di costante tensione allo scopo di alleviare lo stress.
Graus ha messo a disposizione volumi scelti tra dieci titoli di varia natura, che i cittadini ischitani potranno chiedere in prestito di lettura, successivamente riconsegnare e scambiare e/o tenere per la loro biblioteca, in modalità del tutto gratuita. Il progetto è un’iniziativa di solidarietà sociale e non intende disconoscere il valore economico legato alla cultura e all'attività delle librerie.
“E’ sempre un piacere collaborare con Ischia, paese e territorio cui sono molto legato, dove ho la mia seconda casa. – sottolinea l’editore Piero Graus – Dare una mano in questi momenti drammatici di forzato isolamento sociale è un impegno che volentieri porto avanti per questo territorio di antica tradizione. Sono convinto che la lettura sia un ottimo modo per rilassarsi ed ottimizzare il tempo”.
“E’ l’ennesima conferma della sensibilità di Pietro Graus - commenta il presidente della Pro Loco, Graziano Petrucci - La vicinanza e la simpatia che nutre per il nostro territorio merita un pubblico e sentito grazie nostro e dei Ischitani. Abbiamo colto l’occasione di questo periodo, dove non è possibile svolgere attività pubbliche, come presentazioni, per continuare a svolgere il nostro ruolo, invogliare al rispetto delle regole di questa quarantena, alleggerendola un po’ con la lettura. L’augurio è di un veloce ritorno alla normalità".
“È un vero piacere patrocinare l’iniziativa – sottolinea Irene Iacono, assessore alla Cultura per il Comune di Serrara Fontana - La grande sensibilità e disponibilità di Graus Edizioni e Pro Loco Pithecusae consentirà ai nostri cittadini di poter avere gratuitamente libri di vario genere da poter leggere. È vero che nella nostra era digitale scaricare un libro è facilissimo, ma è bello ricevere un omaggio, soprattutto un libro, poterne sfogliare le pagine e sentire magari ancora l’odore della carta stampata, poter sentire la vicinanza di chi ha avuto il pensiero di donare.

Lottare contro un nemico subdolo, silenzioso ed invisibile come il coronavirus può mettere a dura prova tutti noi ed è per questo che la lettura di un libro può diventare un vero toccasana, può letteralmente far volare la nostra immaginazione, aprendo uno spazio interiore di positività. Restiamo a casa, magari leggendo un libro tra le varie attività quotidiane, e supereremo anche questa battaglia”.


Per info sulla modalità della distribuzione, è possibile contattare la Pro Loco Pithecusae [333 1381079 – Facebook ProlocoPithecusae – e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.]

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