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“LA COSTIERA DELL’INCANTO - STORIA DELLA COSTIERA SORRENTINA” DI VINCENZO F. R. ESPOSITO (LA CITTÀ DEL SOLE, 2022, PAGG. 320)

“LA COSTIERA DELL’INCANTO - STORIA DELLA COSTIERA SORRENTINA” DI VINCENZO F. R. ESPOSITO (LA CITTÀ DEL SOLE, 2022, PAGG. 320)

 

Foto Raffaele LauroPubblichiamo la recensione dello scrittore Raffaele Lauro al saggio storico sulla Costiera Sorrentina, dal titolo “La Costiera dell’Incanto - Storia della Costiera Sorrentina” (2022, pagg. 320), scritto dal professor Vincenzo F. R. Esposito ed edito dalla casa editrice “La Città del Sole”. Articolata in diciotto capitoli (dalla Preistoria al Novecento), la ponderosa opera dell’illustre docente, dirigente scolastico, ispettore e indefesso promotore della storia locale per diffondere il senso di appartenenza alla propria terra delle nuove generazioni, sarà presentata, su iniziativa del Lions Club Penisola Sorrentina - presidente avv. Antonio Maria Di Leva, a Sorrento, venerdì 26 maggio, alle ore 17.00, presso il Palazzo Municipale, in Piazza Sant’Antonino (Sala Consiliare “Torquato Tasso”). La recensione, che segue, concluderà la raccolta dei più significativi interventi pubblici, saggi, recensioni e romanzi, pubblicati da Lauro, nel corso degli anni, dedicati a Sorrento e alla Penisola Sorrentina. La pubblicazione celebrativa, edita dalla GoldenGate Edizioni, sarà presentata, nel febbraio 2024, a Roma, in Senato, e a Sorrento, in occasione dell’ottantesimo genetliaco dello scrittore sorrentino (10 febbraio 1944 - 10 febbraio 2024).

LA RECENSIONE DI RAFFAELE LAURO

“La Costiera dell’Incanto - Storia della Costiera Sorrentina”, di Vincenzo F. R. Esposito (La Cittá del Sole, 2022, pagg. 320), resterà certamente un’opera di grande importanza e significato per la conoscenza della storia della nostra amata terra. Bisogna essere assolutamente grati all’Autore per lo sforzo titanico profuso nel portare a compimento quello che, a tutti gli effetti, rappresenta uno scrigno di preziosi e originali contributi, riguardanti la millenaria vicenda della Costiera Sorrentina. Un’autentica epopea! Ogni opera letteraria, storica o saggistica, inevitabilmente, parla “anche” del suo Autore, senza per questo condividere il metodo critico di Charles-Augustin de Sainte-Beuve, il quale identificava la creazione letteraria esclusivamente nella soggettività dell’Autore, nei minimi dettagli della sua biografia. Metodo che fu avversato aspramente, in un pamphlet famoso, da Marcel Proust. Ciò precisato, non vi è dubbio, tuttavia, che l’anima, lo spirito educativo e sociale, le esperienze di vita e di lavoro di Vincenzo Esposito – il suo io interiore, più profondo, per secondare Proust! – traspaiono da queste pagine, cornice quasi barocca che adorna lo scorrere degli eventi nei secoli. Ne discende da tutto ciò il taglio che l’Autore ha voluto conferire a questa sua opera: un taglio didascalico-divulgativo, direi anche didattico, che, però, non mortifica, né minimizza, la profondità, l’originalità e l’incisività dei contenuti culturali, scientifici e di ricerca storica.

LA DIDATTICA COME SCIENZA EDUCATIVA

Il termine didattica affonda le sue origini nel verbo greco didàskein, che indica l’acquisizione della pratica dell’insegnamento e del mostrare. La didattica è la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento. Nell’età greca classica, i poemi didascalici si ponevano l’obiettivo di istruire gli uomini attraverso la narrazione: ne è esempio il poema di Esiodo “Le opere e i giorni”, in cui il poeta illustrava la necessità del lavoro per l’uomo, dispensando consigli pratici per l’agricoltura e indicando i giorni del mese nei quali fosse necessario compiere determinate attività. Con Socrate si affermò il metodo del dialogo (maieutica), grazie al quale si aiutava il discepolo a far emergere conoscenze, che questi aveva già dentro di sé, ciò che sarebbe stato applicato successivamente da Platone e dalla sua Accademia. Nel Medioevo, invece, le scuole si ponevano come obiettivo l’istruzione cristiana dei monaci e dei chierici. Le lezioni erano caratterizzate dalla lettura da parte del maestro dei testi, mentre l’alunno doveva ascoltare e memorizzare. Nel Seicento, si ebbe la prima rivoluzione che portò la didattica al significato e alle pratiche moderne, grazie al teologo e filosofo ceco Giovanni Comenio, il quale, convinto che l’educazione fosse uno dei principali strumenti in grado di garantire la pacifica convivenza tra gli uomini, introdusse grandi cambiamenti e innovazioni nell’insegnamento, gettando le basi della didattica moderna. Cercò, infatti, di sviluppare una formazione completa della persona e, per garantire un’istruzione a tutti, cercò di collegare le scuole a un’organizzazione centrale e distribuita meglio sul territorio. Tentò anche di guidare i maestri alla conoscenza della didattica e si impegnò a sviluppare specifiche strategie didattiche ed educative. Il filosofo empirista inglese John Locke, concependo la mente umana come una tabula rasa, riteneva che solo l’esperienza fosse in grado di riempirla di nozioni e nell’opera “Pensieri sull’educazione” trattò della formazione del gentleman, assegnando particolare importanza alle discipline, alla motivazione e alla curiosità nel bambino. Nel Settecento, Jean-Jacques Rousseau spostò l’attenzione sul soggetto che è il destinatario dell’insegnamento. Nell’“Emilio”, infatti, mostrò la necessità di ricorrere a una metodologia, basata su un’educazione che cercasse di eliminare tutte le cattive influenze determinate dalle circostanze. Il filosofo ginevrino ridefinì il ruolo del maestro, affinché questi fosse in grado di motivare, stimolare la curiosità, rispettando, allo stesso tempo, i bisogni e i tempi dell’apprendente. E, infine, nel Novecento, fiorirono gli studi di Jean Piaget sugli sviluppi cognitivi dei bambini; di John Dewey, che gettò le basi per la sperimentazione di diverse esperienze educative, in cui si desse grande importanza all’educando e alla sua individualità; di Burrhus Skinner, sostenitore dell’applicazione dei principi conoscitivi dell’apprendimento (tra cui il rinforzo positivo) alla didattica nei suoi diversi modi d’uso. Fino alla Scuola di Francoforte (Marcuse, Adorno, Horkheimer), che sosteneva metodologie antiautoritarie e assegnava particolare importanza alla funzione ideologica della formazione, e il condizionamento, in quest’ultima, dei fattori socio-culturali, come, ad esempio, il linguaggio.

LA METODOLOGIA DELL’OPERA STORICA DI ESPOSITO: UNA NOVITÀ ASSOLUTA RISPETTO ALLA STORIOGRAFIA SORRENTINA

Questo breve excursus sulla didattica vuole rafforzare quanto espresso in precedenza circa la “presenza” dell’Autore nell’opera. Trattazione che, comunque, non si discosta mai dalla metodologia dell’opera storica (ne è testimonianza la precisione certosina del quadro cronologico, degno di un amanuense medioevale), rappresentando, per la sua completezza, una novità assoluta rispetto alle altre opere pubblicate in precedenza, tra cui, le maggiori: “Memorie istoriche della fedelissima ed antica città di Sorrento”, di Vincenzo Donnorso del 1740; “La Penisola Sorrentina. Historia, costumi, antichità, ricerche”, di Manfredi Fasulo del 1801; “Storia di Massa Lubrense” del 1840 e “Storia di Sorrento” del 1881, di Gennaro Maldacea; “Topografia storico-archeologica della penisola sorrentina” del 1846 e “Memorie storiche della chiesa sorrentina” del 1854, di Bartolommeo Capasso; “Monografia del comune di Vico Equense”, di Gaetano Parascandolo del 1858; “Sorrento e la sua penisola”, di Riccardo Filangieri del 1923, e, da ultimo, la più recente e rilevante saggistica, tra gli altri, di Mario Russo sui sedili nobiliari di Sorrento, di Vincenzo Russo sulle famiglie del Piano di Sorrento e sul terziere di Meta nel Settecento, di Vincenzo Puglia su Sorrento e Massa Lubrense nel Cinquecento e di Francesco Saverio Gargiulo sulla monumentale storia della sua famiglia pianese, dal Quattrocento a oggi. Proprio in virtù di questa sua completezza nella narrazione degli eventi storici (dalla preistoria al secondo dopoguerra), quest’opera può configurarsi, quindi, come una sorta di “Monumenta Peninsulae Sorrentinae Historica”, sulla scorta dei “Monumenta Germaniae Historica”, in cui, a partire dal 1826, eminenti medievalisti, nonché eruditi tedeschi ed europei, raccolsero fonti pubblicate per lo studio dei popoli germanici e dell’Europa, in un periodo di tempo compreso tra la caduta dell’impero romano d’Occidente e il XVI secolo. “Sanctus amor patriae dat animum”, fu il motto scelto da Johann Lambert Büchler (“Il santo amore per la patria fortifica lo spirito”) per presentare la monumentale opera, motto che ben si adatta alla finalità formativa, confessata nell’introduzione dall’Autore, di formare le nuove generazioni alla tutela e alla salvaguardia di questa terra da ulteriori attacchi speculativi che potrebbero distruggerla.

IL FILO ROSSO DELLA NARRAZIONE

Questo filo rosso, di alto valore etico e civile, anima tutta la trattazione, dalla prima all’ultima pagina, in cui sono concentrati aspetti che investono multiformi sfere dell’umano agire, da quelle dei singoli come della comunità peninsulare. Il libro traccia le tappe, talvolta dure e defatiganti, del cammino della popolazione peninsulare, che vive attraverso i secoli nella terra dell’Incanto. La storiografia delle piccole storie locali, qual è quella sorrentina, ha un’onorabilità e, pertanto, merita di essere approfondita, conosciuta e tramandata ai posteri. La Storia è il terreno sul quale si svolgono le azioni degli individui. Gli eventi storici dipendono dalle volizioni e dalle azioni dei singoli, ma risultano sempre dall’incontro delle azioni di più individui e, in tal senso, sono opera dello Spirito, secondo Benedetto Croce. Ciò vale, quindi, sia quando si scrive della caduta dell’impero romano o della battaglia di Waterloo, sia quando si scrive, come in questa particolare occasione, della Penisola Sorrentina. In chiave interpretativa, cadono, dunque, le differenze tra la grande storia e le piccole storie. Queste ultime, forse non saranno incluse nei manuali scolastici e non diverranno oggetto di attenzione da parte dei cattedratici, ma rappresentano, a buon diritto, tanti piccoli affluenti di quel fiume che è il cammino dell’umanità.

I CONTENUTI DELL’OPERA

Per entrare nel merito dei contenuti del volume, esso può essere così suddiviso: i primi tre capitoli vanno dalla preistoria ai secoli oscuri, dopo la caduta dell’impero romano. I primi abitatori della Penisola e la dualità tra quelli delle colline, che vivevano di agricoltura, e quelli delle coste, che vivevano di pesca, navigazione e commercio, dualità superata, nel tempo, con la mediazione della Chiesa; l’arrivo dei Sanniti in costiera, come propaggine della Magna Grecia, fino alla romanizzazione e all’occupazione dei legionari e, poi, delle corti imperiali (Augusto e Tiberio); le ville marittime dei patrizi romani in costiera; lo splendore prima della decadenza; i secoli bui con carestie, violenze e malattie nell’alto medioevo, anche in costiera. I capitoli, dal quarto al decimo, trattano dei Ducati di Napoli, di Amalfi e di Sorrento, anni in cui cominciò a formarsi l’identità territoriale e amministrativa sorrentina, fino all’aggregazione dei casali e delle parrocchie di epoca angioina per arrivare al vicereame spagnolo, con il terribile sacco turco di Sorrento del 1558. I capitoli, dall’undicesimo al quattordicesimo, proseguono dal Seicento, che vide l’evoluzione della borghesia sorrentina, fino al Regno delle Due Sicilie e, poi, alla Repubblica Napoletana, vicenda storica questa, nella quale fu coinvolta anche la costiera, specie Vico Equense. Infine, i capitoli, dal quindicesimo al diciottesimo, si sviluppano dalla nascita del Regno d’Italia fino alla “svolta” turistica, che ha comportato un radicale mutamento nel modo di vivere e operare sorrentino.

LA MEMORIA PROUSTIANA: ALCUNI “SQUARCI” DELLA STORIA SORRENTINA, RIVISSUTI INTERIORMENTE NEL CORSO DELLA LETTURA DELL’OPERA

Richiamandosi all’insegnamento di Sant’Agostino, Proust ritiene che solo la memoria, non l’immaginazione né le sensazioni, sia in grado di cogliere le trasformazioni apportate sugliFoto copertina libro 250 uomini e sulle cose dal tempo, considerato nella sua possibilità di riviverlo interiormente. Ed è proprio su questa dicotomia che lo scrittore francese articola l’intero ciclo narrativo di “Alla ricerca del tempo perduto”, a partire da primo fondamentale volume, “Dalla parte di Swann” (1913). Ebbene, proprio la memoria proustiana, nel corso della lettura dell’opera, mi ha fatto rivivere interiormente, tra i tanti, alcuni tempi, alcune scene, alcuni “squarci di luce” della storia sorrentina, meritevoli di essere ricordati.

LA DISPERAZIONE DI AGRIPPA POSTUMO (7 d.C.)

Il soggiorno, in esilio a Sorrento, per un anno, di uno scomodo erede al trono imperiale, il diciannovenne Agrippa Postumo, accusato, per ragioni politiche, di dissolutezze: la scena della sua disperazione, sulla galea, quando viene costretto a lasciare, su ordine di Augusto, l’amata costiera per essere trasferito, dai pretoriani, in relegazione perpetua, in un’isola dell’arcipelago toscano, certo di andare incontro alla morte, come sarebbe accaduto sette anni dopo, quando fu assassinato da un centurione per decisione di Tiberio.

LA FASTOSA MAGNIFICENZA DELLE NOZZE DELLA PRINCIPESSA GIOVANNA DI DURAZZO, FUTURA REGINA DI NAPOLI (1401)

La fastosa magnificenza del matrimonio, a Sorrento, città del demanio reale, per questa ragione mai infeudata, della principessa Giovanna D’Angiò-Durazzo, sorella del re Ladislao, con il duca Guglielmo d’Austria. Le scene di quella memorabile festa di nobiltà e di popolo, che la futura regina di Napoli non avrebbe mai dimenticato: la Basilica di Sant’Antonino, come chiesa; l’arcivescovo di Sorrento, come celebrante; il percorso del corteo nuziale; i sontuosi addobbi ovunque; gli archi di foglie e frutta per le strade; gli arazzi dai balconi; il lancio di petali di rose dalle finestre; le fanciulle nobili di Sorrento, vestite di bianco, le quali, come damigelle, seguivano gli sposi; il luculliano banchetto di nozze, nei giardini sul mare, ricco di piatti di selvaggina e di pesce, bagnati dai vini delle colline; le musiche, le danze, durate fino a notte fonda, e, infine, la tenera serenata, dedicata ai principi reali, cantata e ballata da coppie di giovani sorrentini, nei loro costumi tradizionali, prima dello spettacolare colpo di scena finale: nella tiepida notte sorrentina, uno scintillante spettacolo di fuochi d’artificio, voluto dal conte Correale e seguìto dagli sguardi stupefatti di tutti gli abitanti della costiera.

LA TRAGEDIA DEL SACCO TURCO DI SORRENTO E LA TORRE DELLA SALVEZZA (1558)

Il 13 giugno 1558, dall’alba al tramonto, Massa Lubrense prima, in particolare Sant’Agata sui Due Golfi, Sorrento e parte della costiera poi furono saccheggiate e messe a ferro e fuoco, con migliaia di vittime e di ostaggi, dai giannizzeri, sbarcati dalle galee della flotta turca del sultano di Istanbul, Solimano il Magnifico, comandata dall’ammiraglio Piyale Pascià. Penetrati dentro la città fortificata, assaltarono monasteri femminili, case, conventi, chiese e la Basilica del Santo Patrono, Sant’Antonino, la cui statua argentea, dalla sommità dell’altare fu scaraventata a terra e profanata con sputi e calci. Devastazione di campi, colture e orti, carneficine di vecchi e bambini, cattura di uomini e donne giovani imperversavano dappertutto, sulle colline e dentro la città. Molti sorrentini, scappati, tra i primi, dalla Porta del Castello, in fuga verso il Piano, trovarono provvidenziale rifugio nella dimora di Giovanni Andrea Romano, fuori le mura. Questi, gentiluomo sorrentino ed eccellente musicista, nonché appassionato di armi e di difesa militare, aveva costruito e fortificato la propria villa, a più piani, con grande sagacia e preveggenza, come una inattaccabile fortezza, in grado di sfidare la furia aggressiva di eventuali invasori. In quella tragica circostanza, dei giannizzeri del sultano. A fine giornata, i saccheggiatori tornarono con il loro bottino di oro, di argento, di vettovaglie e di giovani vite umane sulle galee alla fonda davanti a Marina Grande, per salpare verso l’isola di Ischia, lasciando alle loro spalle l’incendio, la devastazione e la morte. La scena dei superstiti che escono dal loro rifugio, piangenti, emozionati e commossi, e decidono di chiamare quel fortino la “Torre della Salvezza” (oggi, Hôtel Michelangelo).

LA “DAMNATIO MEMORIAE” DELL’ULTIMO VESCOVO DI VICO EQUENSE, MONS. MICHELE NATALE (1799)

L’ultimo vescovo di Vico Equense, mons. Michele Natale, il 20 agosto del 1799, fu impiccato a Piazza Mercato a Napoli per aver partecipato, con slancio e desiderio sincero, alla Repubblica Napoletana, diventando il capo della Municipalità di Vico Equense. Dopo la caduta della repubblica, nel corso della sanguinosa repressione antirepubblicana, ordinata da re Ferdinando IV, fu arrestato, imprigionato nel carcere della Vicaria, condannato e impiccato, soggetto, post mortem, alla “damnatio memoriae”, al fine di cancellare qualsiasi traccia della sua esistenza terrena. Persino il suo ritratto vescovile, raffigurato, tra gli altri, nella sagrestia della cattedrale della Santissima Annunziata, venne sostituito con l’immagine di un putto che chiede il silenzio: la scena di questo martire della libertà, la cui dignità storica è stata, di recente, riabilitata, mentre sale sul patibolo inneggiando, con estremo coraggio, alla repubblica!

IL SOGGIORNO RIGENERATORE, A SORRENTO, DELLA ZARINA MARIA ALEXANDROWNA (1871)

Per circa due mesi, nella primavera del 1871, Maria Alexandrowna, la moglie dello zar Alessandro II, con un seguito di duecento persone e più di trecento militari italiani, addetti alla sicurezza della sovrana, soggiornò a Sorrento, presso l’Hôtel Tramontano. Le immagini dell’imperatrice di Russia, soggiornante a Sorrento, apparvero su tutti i grandi giornali europei, a partire da quelli inglesi, con le dichiarazioni entusiastiche, a lei attribuite, su quel luogo incantato. La scena della zarina, afflitta da una grave malattia polmonare, che passeggia nei giardini dell’albergo per respirare il profumo degli aranci in fiore, ritenuto un balsamo per la sua malferma salute.

IL BATTESIMO FORTUNATO DI “TORNA A SURRIENTO” (1902) E L’INCONTRO CON LUCIO DALLA (1964)

Nel suo viaggio verso la Basilicata, nel 1902, per constatare di persona le condizioni, sociali ed economiche, di quella regione arretrata del Sud, il primo ministro del Regno d’Italia, Giuseppe Zanardelli, soggiornò, per una sola notte, a Sorrento, ospite della città del Tasso e del sindaco-albergatore, don Guglielmo Tramontano, proprietario dell’albergo sul mare, che, dopo il soggiorno nel 1871 della zarina, era stato da lui ribattezzato: Imperial Hôtel Tramontano. Sotto la regia del sindaco, uomo di marketing territoriale ante litteram, Zanardelli fu accolto in maniera calorosa dalla popolazione, tra addobbi, festoni, luminarie, musica e danze popolari. Ma la sorpresa più grande, per l’algido politico bresciano, fu, nel corso della cena ufficiale in suo onore, l’esecuzione di una canzone, a lui dedicata dal sagace sindaco, dal titolo “Torna a Surriento”, composta, parole e musica, da due artisti napoletani, ospiti fissi dell’albergatore mecenate: i fratelli De Curtis, Giambattista ed Ernesto. Il primo ministro fu totalmente rapito e commosso da quella melodia e ne chiese, per ben due volte, il bis. La scena, il giorno successivo, al momento del commiato, al premuroso sindaco che ringrazia l’illustre ospite per quella visita che sarebbe rimasta nella storia di Sorrento, Zanardelli risponde: “Sindaco, nella storia della sua bellissima città, e non solo, resterà di certo l’immortale melodia di Torna a Surriento”. Altra scena, quando, nel settembre 1964, incontro, per la prima volta, al Fauno Notte, nell’ufficio del giovane proprietario del club, Franco Jannuzzi, Lucio Dalla, aggregato alla band dei Flippers, dopo che gli racconto, su richiesta di Franco, l’aneddoto musicale su Zanardelli, Lucio mi replica: “Anch’io dedicherò una canzone a Sorrento, ma non so quando!”. Nell’estate del 1986, mantenne la promessa, fatta a se stesso, componendo, tra il Grand Hôtel Excelsior Vittoria e il Sorrento Palace, “Caruso”, il suo capolavoro.

La lettura dell’opera del professor Vincenzo F. R. Esposito, quindi, oltre a determinare il mio convinto apprezzamento critico, mi è anche cara per avermi suscitato queste memorie e altre... Ma lo spazio è tiranno e io ho già approfittato della pazienza dell’Autore e di chi ha avuto la tenacia di leggere questa recensione.

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Alla Saletta Guida a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico per Kairós Edizioni

Si presenta mercoledì 26 aprile 2023 alla Saletta Guida a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico per Kairós Edizioni. Riflessioni sull’amore

 

locandina tricarico saletta guida 250Si presenta mercoledì 26 aprile 2023 alle 18 alla Saletta Guida in via Bisignano 1bis a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico per Kairós Edizioni. A dialogare con l’autore, Maurizio Sibilio e Domenico di Marzio, accompagnati dalle letture di Maria Rosaria Riccio. Modera Pino Cotarelli. Saluto dell’editore Giovanni Musella.

Diretta Facebook sul canale Comunicati Cultura.

Una raccolta di racconti che attraversa la sottile linea di confine tra l’amore e il dolore.

L’amore è un sentimento indefinibile. Chi ne viene preso, per quanto ricco il suo vocabolario, non riuscirà mai a trovare parole per descriverlo, tutte gli sembreranno povere. È talmente intenso che può offrire felicità mai raggiunte come dolori profondissimi.

Cinque episodi e un filo conduttore che tiene insieme la trama di ognuno: la solitudine e ciò che lascia un affetto perduto.

“Questo libro è una sorta di condivisione del dolore”, spiega l’autore, “il dolore che si prova di fronte all’irreparabilità di un amore perduto”.

UNO STRALCIO DELL’OPERA

Succede che ora ti trovi su quella linea di confine dietro la quale si trova il tuo passato con lei e - davanti - una strada dritta, lunghissima, infinita come la libertà cui aspiravi.

Nei primi tempi, il desiderio di autonomia riesce a schermarti il vuoto dentro e a farti credere che finalmente è arrivato il momento in cui puoi fare veramente e, di nuovo, tutto. Senza alcuna limitazione. Che, soprattutto, come anni addietro, l’intero spazio della tua vita è solamente tuo. Queste sensazioni, tuttavia, se per un solo istante sono riuscite a dare alla tua libertà un’incredibile sensazione di vastità, finito lo straniamento (ed è questa l’afflizione insanabile) ti accorgi dolorosamente che il tuo tutto era solo lei, disperatamente lei. Che il mondo che tu vivevi era quello dove lei passeggiava, rideva, amava. Erano quegli occhi teneri che giorno dopo giorno hai imparato a dimenticare credendo di possederli per sempre. Eternamente tuoi. Era la sua voce calda, rassicurante, amica che hai cominciato a trovare ripetitiva, monotona e che invece avrebbe continuato a procurarti emozioni se solo ti fossi ricordato che era ancora la sua voce. Della stessa donna che hai amato per anni.

 

L’AUTORE

Davide Tricarico è nato nel 1947 a Napoli dove esercita la professione di otorinolaringoiatra. La passione per la scrittura risale a quando si divertiva a fare un po’ di cronaca su un giornalino scolastico. Ha continuato al liceo entrando a far parte di una combriccola letteraria dove si tentavano scritture kerouacchiane, accompagnate da uno stile di vita altrettanto alternativo. Per quanto gli è dato sapere, nessuno dei personaggi di quel lontano passato ha proseguito quella via nella quale allora tanto si credeva. Ciascuno ha preferito un’attività meno romantica, forse, ma certamente più proficua. Tra il 2012 e il 2019 compone, per la rivista Scrivere.info una raccolta di dodici poesie. Nel 2014 ha pubblicato con Kairós il romanzo Bagnoli... put your head on my shoulder.

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Al via Il Maggio dei Libri: già oltre 3.000 le iniziative registrate in banca dati

Al via Il Maggio dei Libri: già oltre 3.000 le iniziative registrate in banca dati

Foto Libro 250È tutto pronto, e ormai ci siamo. Bibliotecari, insegnanti, librai… ma anche editori e bookblogger, sindaci e privati cittadini, grandi e piccini. Ai nastri di partenza non manca più nessuno e il via ufficiale, al grido Se leggi sei forte!, tema istituzionale, scatta domenica 23 aprileGiornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore. È la tredicesima edizione de Il Maggio dei Libri, la campagna del Centro per il libro e la lettura che per oltre un mese – fino al 31 maggio – invita a realizzare iniziative di promozione della lettura nei contesti più disparati, per trasformare l’Italia, da Nord a Sud, in un microcosmo incantato fatto di storie, capace di abbracciare gli amanti della lettura come anche chi non ha l’abitudine di leggere.

Quest’anno il tradizionale appuntamento primaverile con la più importante campagna nazionale di promozione della lettura è celebrato dalla potenza dell’immagine realizzata dall’illustratrice Cristina Sosio in collaborazione con Romics, nella quale una figura femminile in armatura, deposti spada e scudo, si immerge nella lettura, divenendo così simbolo di vera forza. Quella forza che, proprio come per l’ultima edizione di Libriamoci e in un’ottica di continuità tra le due iniziative, fonda il tema della campagna e i tre filoni nei quali è declinato: La forza delle paroleI libri, quelli forti… e Forti con le rime, ciascuno pensato per accogliere molteplici generi letterari e suggerire spunti bibliografici, divisi per fascia d’età, dai quali lasciarsi ispirare per organizzare le proprie iniziative.

La forza evocata da Il Maggio dei Libri si rifà senz’altro a un orizzonte fecondo di sapere, conoscenza e bellezza, concetti che niente hanno a che vedere con qualsivoglia altra accezione brutalmente muscolare.” È con queste parole che Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura, commenta la nuova edizione della campagna. “Le ragioni della pace, della convivenza e del dialogo sono gli elementi costitutivi di questo genere di forza, della quale la lettura è strumento principe di acquisizione. A questo proposito non posso non ricordare le parole del nostro ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, secondo il quale la lettura non è soltanto un esercizio scolastico, ma un’occasione di crescita spirituale. Ecco, è proprio in questa crescita che risiede tutta la forza degli esseri umani, sia in qualità di singoli individui, sia come collettività: il più nobile dei poteri, che si conquista solo attraverso la lettura”.

Oltre alle migliaia di iniziative organizzate con passione dagli amanti dei libri, come è ormai tradizione anche quest’anno Il Maggio dei Libri sarà valorizzato da alcuni eventi speciali: dal calendario di appuntamenti del Centro per il libro e la lettura al Salone Internazionale del Libro di Torino agli Stati generali dei Patti per la lettura a Trapani; dal progetto Manzoni ON AIR – frutto della sinergia tra il Centro per il libro e la lettura ed Emons libri&audiolibri – al prezioso sostegno della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci con le interviste ai finalisti del Premio Strega; dai contenuti esclusivi delle Librerie FeltrinelliLibraccio e Maremosso all’immancabile contributo delle talentuose autrici del Concorso letterario nazionale Lingua Madre, sino al valore aggiunto della grande festa del libro e della lettura già in corso a Palermo con la manifestazione La via dei Librai. Una serie di appuntamenti imperdibili, molti dei quali ancora in fase di organizzazione, di cui è possibile tenere traccia sul sito della campagna e attraverso i canali social: Facebook @ilmaggiodeilibriTwitter @maggiodeilibri e Instagram @ilmaggiodeilibri, tag ufficiale #ilMaggioDeiLibri.

Naturalmente, anche per questa edizione tutte le iniziative inserite nella banca dati de Il Maggio dei Libri concorrono al Premio nazionale per il libro e la lettura, conferito ai cinque migliori progetti di promozione della lettura realizzati nell’ambito di altrettante categorie: BibliotecheAssociazioni culturaliIstituti scolasticiCarceri, strutture sanitarie e di accoglienza per anzianiLibrerie. A fare la differenza saranno, oltre a originalità e innovazione, la capacità da parte degli organizzatori di fare rete con le altre realtà territoriali (in particolare attraverso i Patti locali per la lettura) e, per le scuole, la presentazione di un progetto di carattere continuativo da Libriamoci a Il Maggio dei Libri. I vincitori saranno annunciati durante la settimana di Libriamoci 2023 e l’assegnazione ufficiale del Premio si terrà in occasione di Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, in programma a Roma dal 6 al 10 dicembre 2023. Maggiori dettagli e il regolamento completo sono disponibili qui.

PER APPROFONDIRE…

Le attività legate a Il Maggio dei Libri sono come sempre ricchissime e numerose: ad oggi sono oltre 3.000 le iniziative già registrate nella banca dati, distribuite su tutto il territorio nazionale a testimonianza, ancora una volta, del grande entusiasmo e della voglia di fare comunità che animano gli amanti dei libri.

Il Centro per il libro al Salone Internazionale del Libro di Torino

Il Centro per il libro e la lettura celebra Il Maggio dei Libri al Salone Internazionale del Libro di Torino organizzando un incontro (venerdì 19 maggio, ore 10.45, Arena Bookstock) rivolto a ragazzi e studenti in cui esplorare il concetto di “forza”. Invitato a prendere parte al dibattito è il campione di ultraciclismo Omar Di Felice, testimone di come la preparazione mentale ed emotiva, allenate anche con la lettura, siano imprescindibili nello sport come nella vita. In dialogo con il giornalista Federico Vergari, l’intervento dello sportivo autore di Artico (Baldini+Castoldi), sarà anticipato dai saluti istituzionali di Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura. Sono però moltissimi gli altri eventi organizzati dal Centro per il libro e la lettura al Salone: dal dibattito sui nuovi strumenti adottati assieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per l’istruzione italiana nel mondo alle numerose iniziative dedicate a scuole, insegnanti e studenti; da Leggiamoci – il progetto attuato in sinergia con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci – al passaggio di testimone da Ivrea a Genova in qualità di Capitale italiana del libro; dalla presentazione dell’edizione 2023 di Libriamoci a quella della piattaforma interattiva Mappa letteraria… e molto, molto altro. Un calendario di appuntamenti fittissimo, tutto a beneficio della campagna e con un ampio ventaglio di ospiti illustri.

Gli Stati generali dei Patti per la lettura a Trapani 

L’edizione 2023 dei Patti per la lettura è in programma a Trapani per venerdì 12 e sabato 13 maggio. È l’occasione per riprendere il dibattito sul tema dei Patti, essenziale strumento di programmazione delle politiche pubbliche di promozione della lettura e requisito fondamentale per i comuni che vogliono richiedere la qualifica di Città che legge. Con gli interventi di Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura, del direttore Angelo Piero Cappello, delle autorità locali, dei referenti dei progetti vincitori dei bandi e dei Patti per la lettura di varie città italiane, saranno discussi gli strumenti di attuazione e le strategie messe in atto dal Centro per il libro e la lettura, i dati e i risultati degli ultimi anni circa i bandi di finanziamento e le reti territoriali e le esperienze sul territorio nazionale dei progetti vincitori, con focus sul fundraising per la cultura e sul ruolo delle biblioteche.

Manzoni ON AIR – Il progetto del Centro per il Libro con Emons libri&audiolibri

Il 22 maggio, in occasione dei 150 anni dalla scomparsa di Alessandro Manzoni, le parole del suo capolavoro, I promessi sposi, risuoneranno in tantissimi luoghi della nostra quotidianità attraverso la voce di Paolo Poli grazie a Manzoni ON AIR, il progetto del Centro per il libro e la lettura ed Emons libri&audiolibri che – grazie al sostegno di numerosi partner de Il Maggio dei Libri – porterà in filodiffusione quindici brevi estratti dai passi più noti del romanzo: dalla metropolitana di Roma alle biblioteche milanesi, fino agli alberghi di Torino. Inoltre, aderendo a Il Maggio dei Libri, è possibile per tutti partecipare al progetto. Basta registrare la propria iniziativa “manzoniana” ­– da realizzare preferibilmente il 22 maggio – nella banca dati sul sito ufficiale della campagna e scaricare da questa pagina i file audio di Manzoni ON AIR utili a realizzarla, riproducendoli in filodiffusione nei luoghi destinati all’evento.

Le interviste ai finalisti del Premio Strega della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci

Anche quest’anno la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci partecipa a Il Maggio dei Libri come partner ufficiale e lo fa coinvolgendo i dodici autori candidati al Premio Strega. Domenica 23 aprile, in perfetta sincronia con l’inizio della campagna, i social ufficiali della Fondazione diffonderanno l’attesissima video-intervista alle scrittrici e agli scrittori della dozzina, che dal 13 aprile scorso sono già operativi offline presso i circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, impegnati in una serie di incontri che si protrarranno fino al 23 maggio. Oltre alla forza della prosa, però, la Fondazione valorizza anche quella della poesia, affidandola al talento di Sergio Rubini, le cui letture di componimenti selezionati, accompagnate dal live painting di Alessandro Sanna, saranno presto fruibili sui canali social della Fondazione.

I contenuti esclusivi delle Librerie Feltrinelli, Libraccio e Maremosso

Le Librerie FeltrinelliLibraccio e Maremosso fanno fronte comune per esaltare la campagna attraverso tutti i loro canali, con tantissimo entusiasmo e l’obiettivo di riflettere e far riflettere sulla forza delle parole, delle storie e della poesia. Gli incontri con gli autori nelle librerie di tutta Italia saranno come sempre numerosissimi e affiancheranno l’iniziativa del Libraccio sul proprio sito ufficiale che dedicherà una pagina speciale all’approfondimento dei temi legati alla campagna. Ricchissima e imperdibile la proposta del magazine digitale di lafeltrinelli.it, Maremosso,che valorizzerà Il Maggio dei Libri pubblicando approfondimenti e tre accurate bibliografie, ciascuna dedicata a un filone tematico della campagna. Ma non è tutto: la rubrica Arcipelago Kidz, pensata per i più giovani, li coinvolgerà attivamente, impegnandoli in prima persona nell’analisi di un racconto e nella produzione di una recensione. Dulcis in fundo, i canali social ufficiali, che esploderanno letteralmente di contenuti esclusivi!

Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre per Il Maggio dei Libri

Da sempre impegnato nella promozione del valore sociale della lettura, anche quest’anno il Concorso letterario nazionale Lingua Madre rinnova la propria partnership con Il Maggio dei Libri attraverso un interessante calendario di appuntamenti. Gli incontri, le presentazioni e le numerose iniziative partiranno ufficialmente il 30 aprile, con l’assegnazione del Premio Speciale Giuria Popolare del XVIII Concorso letterario nazionale Lingua Madre, per proseguire il 5 maggio con le giovani autrici del Concorso Lingua Madre, che saranno coinvolte nel webinar It-aliene: il sistema complesso dell’identità,nell’ambito di “Librissimi – Toronto Italian Book Festival”. Tra il 18 e il 22 maggio è inoltre previsto un ricco mosaico di eventi per la XXXV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino e del Salone OFF. Tra questi, gli incontri con le autrici Marcela LuqueTiziana Colusso e Nunzia Scarlato, la Premiazione del XVIII Concorso letterario nazionale Lingua Madre e molto altro ancora.

Cittadinanza e umanità de La via dei Librai

È in corso nella sua ottava edizione – dal 20 al 25 aprile – La via dei Librai, la manifestazione partner de Il Maggio dei Libri promossa dal comitato La via dei Librai in collaborazione con l’Associazione Cassaro Alto, l’associazione Ballarò significa Palermo e il Comune di Palermo. Gli eventi dell’ormai tradizionale festa del libro e della lettura che per sei giorni animano il cuore del centro storico di Palermo, tra Porta Nuova e il Teatro del Sole, quest’anno seguono il filo rosso di un tema importante e attualissimo: “Cittadinanza e umanità”. Presentazioni di libri, interviste agli autori, letture ad alta voce, dibattiti e convegni avranno quindi al centro un’indagine attenta e approfondita sul rapporto tra l’umanità che contraddistingue ciascun individuo e lo Stato. Per il manifesto tematico, gli aggiornamenti, tutte le informazioni e i dettagli sul fitto programma di iniziative è possibile visitare il sito ufficiale della manifestazione e i canali social collegati.

COME ADERIRE ALLA CAMPAGNA

L’adesione a Il Maggio dei Libri è semplicissima: per partecipare basta collegarsi al seguente indirizzo e inserire la propria iniziativa completando la procedura con descrizioni accattivanti e sintetiche corredate, se disponibile, da un’immagine o locandina (sul sito della campagna e sul canale YouTube del Centro per il libro e la lettura è disponibile un video tutorial di guida alla compilazione). Inoltre, sono disponibili per tutti i soggetti coinvolti i materiali grafici da scaricare e personalizzare per promuovere il proprio programma di eventi.

 

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Gabriele D’Annunzio Iniziato - I Geni del Tempo e le vie del Sole” di Carlo Gentile, con una relazione introduttiva di Luca Valentini. In libreria da aprile 2023 per Stamperia del Valentino

“Gabriele D’Annunzio Iniziato - I Geni del Tempo e le vie del Sole” di Carlo Gentile, con una relazione introduttiva di Luca Valentini.

In libreria da aprile 2023 per Stamperia del Valentino

 

cop dannunzio 250“Obiettivo dello studio sarà di enucleare come nella poetica dannunziana - ed in particolar modo nelle Laudi ma non solo - si ritrovi una particolare forma espressiva, che denomineremo “metrica estatica”, simboleggiante un particolare approccio sacrale ed esoterico del Vate”, scrive Luca Valentini nell’introduzione al volume di Carlo Gentile, “Gabriele D’Annunzio Iniziato - I Geni del Tempo e le vie del Sole”, edizioni Stamperia del Valentino (collana I Polifemi, euro 12,00 - pagg 86). L’articolata e colta prefazione di Valentini e lo studio di Gentile, datato 1948, vanno a indagare gli aspetti misterici celati nell’opera e nella vita di Gabriele D’Annunzio, prima posto sugli altari della cultura patria, poi ostracizzato come retorico rappresentante di una cultura reazionaria e fascista, oscurandone i reali, potenti valori letterari e poetici.

Questo volume, oltre ad analizzare il vissuto iniziatico del Vate e le interrelazioni con la sua opera, spera di contribuire a infrangere quel muro di silenzio che ha, fino in tempi recenti, oscurato la figura di un gigante della letteratura italiana come del suo pensiero.

La casa editrice

Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico.

La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

 

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